CARUGATE 2026: BILANCIO E SCELTE POLITICHE

 



Poco prima di Natale è stato approvato il Bilancio di previsione del Comune di Carugate e la maggioranza ha esposto al Consiglio Comunale progetti e scelte politiche per il nuovo anno. Dai banchi dell'opposizione, proviamo a raccontarvi il nostro punto di vista...


Che cos’è il bilancio di previsione del comune di Carugate?

 

Il bilancio di previsione comunale è assimilabile alla legge di bilancio dello Stato. La discussione su questo argomento è un’ occasione importante di riflessione e decisione. Vengono programmate entrate e spese che devono rispondere ai bisogni della nostra collettività.

 

Quali sono le principali fonti di entrate per il comune?

 

Le entrate  importanti sono IMU, TARI, IRPEF.

È importante sapere che la fiscalità locale risponde a criteri statali, ma i  comuni hanno una loro possibilità di manovra.

 

Ad esempio per IMU la legge statale stabilisce l’aliquota standard, ma il Comune può apportare modifiche, pur entro margini ben definiti.

 

Per le aliquote TARI invece si fa riferimento ad ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti, ambiente) che stabilisce criteri  e metodo tariffario, ma è il Comune che determina e approva le tariffe specifiche per le utenze locali.

 

Anche l’addizionale comunale IRPEF risponde a una regola nazionale. Si applica cioè ai redditi dei contribuenti aventi domicilio fiscale a Carugate, però è il Comune che determina l’aliquota, che, anche per il 2026, rimane allo 0,55% del reddito imponibile per tutti. Nel 2024 l’amministrazione Maggioni l’ha innalzata dallo 0,4% allo 0,55%.  Anche quest’anno confermiamo la nostra contrarietà a questa tassa piatta. Siamo del parere che l’addizionale comunale debba essere diversificata tra le diverse fasce di reddito. L’intervallo possibile è tra zero e 0,8. Abbiamo proposto, e continueremo a richiederla, una commissione comunale che discuta e decida per una nuova IRPEF comunale. Purtroppo l'amministrazione ha chiuso a una tale richiesta.

L’amministrazione ProCarugate purtroppo si allinea al pensiero del governo, sostenitore delle tasse piatte. Con l’aliquota unica dello 0,55% si va ad eliminare qualsiasi forma di progressività, facendo una palese ingiustizia. In pratica si incide di più su chi ha poco reddito, mentre avvantaggia i grandi ricchi.

Il tema della progressività fiscale riguarda infatti l’Italia intera…

Tutti i contribuenti, che pagheranno le tasse nel 2026 sulla base di  tre aliquote fiscali (23% per redditi fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000) soffrono di una progressività non equilibrata. Le aliquote andrebbero rimodulate per i diversi redditi (bassi, medi , alti) in maniera più equa. A nostro parere chi ha un reddito di 200.0000 o 500.000 euro, non può avere la stessa aliquota di chi percepisce 70.000 euro.

Su quali risorse potrà contare il comune di Carugate per il 2026?

 

Le entrate da IMU dovrebbero ammontare a 2.350.000 euro (da 2.235.00 dello scorso bilancio), IRPEF a 1.730.000 (da 1.650.000), la TARI si dovrebbe assestare a 1.650.000 euro, anche se le nuove tariffe dovranno essere approvate entro il 30 aprile 2026.

Su queste risorse si gioca gran parte della partita delle spese, ma occorre il costante monitoraggio di queste entrate correnti. Occorre cioè verificare gli incassi effettivi. Non tutto ciò che è dovuto dai contribuenti è effettivamente versato nelle casse comunali. Si pone dunque un tema di evasione fiscale. A tale proposito, i continui condoni varati dall’attuale governo fanno un grave torto a chi paga realmente le tasse.

Il governo Meloni già qualche mese fa ha adottato tagli ai comuni per il prossimo triennio. Qual è la situazione per Carugate?


Rispetto lo scorso anno i trasferimenti da altri enti a Carugate si riducono da 1.307.000 a 1.118.000.

 

Qual è l’elemento di preoccupazione, osservando il bilancio carugatese? 

È molto preoccupante la quantità dei residui presunti (cioè crediti da incassare) al 31-12-2025. Sono pari a 3.112.000 per la sola voce relativa a imposte e tasse e di 2.548.000 euro per tutte le entrate extratributarie (di cui 249.000 per le multe stradali). La legge impone che i Comuni accantonino il Fondo Crediti di Dubbia esigibilità finalizzato a coprire i rischi della mancata riscossione delle entrate. Nel 2026 tale Fondo è pari a 895.000 euro. Particolarmente elevato è l’accantonamento per le multe stradali già iscritte a ruolo, cioè multe non pagate entro i termini previsti: ammonta a 245.000 euro a fronte di una riscossione coattiva di 350.000 euro. In pratica si prevede di incassare solo il 30%! Più alto è il valore dei soldi da incassare, più consistente è il Fondo per far fronte all’ammanco d’entrata. Insomma, se c’è  un’alta evasione fiscale e il Comune non riesce a farvi fronte, sempre meno risorse ci saranno a disposizione per la collettività. In parole povere vuol dire meno risorse per strade, servizi, scuole, ambiente ecc.

Cosa si dovrebbe fare?

 E’ decisivo tenere sotto controllo le entrate correnti e i relativi effettivi incassi. Occorre rafforzare gli interventi  per riscuotere i mancati introiti.

Una politica disattenta su questo versante provoca un danno certo per le casse comunali e un conseguente peggioramento dei servizi a favore della collettività.

 

Cosa si può dire invece per le entrate destinato agli investimenti (entrate in conto capitale)?

 

Terminato il ciclo dei bandi del PNRR che ha permesso di finanziare gli investimenti sul parco del cimitero e sulle case comunali di vicolo Lamperti, le entrate in c/capitale registrano una significativa riduzione nel 2026 e ammontano a 972.000 euro, quasi interamente ascrivibili ai proventi per concessioni edilizie.

La diminuzione delle entrate incide fortemente sul complesso delle spese. Tutte le Missioni vedono un calo vistoso. Complessivamente le previsioni iniziali 2026 di competenza ammontano a 15.966.000 euro rispetto alle previsioni definitive 2025 di 21.898.000 euro.

 

Quali settori subiscono una maggiore riduzione di risorse?

 

Forte è la riduzione su Istruzione, edilizia abitativa e politiche giovanili. Sono ambiti che necessitano invece di robusti interventi.

 

Qual è l’opinione di PD-Carugate Attiva sulla scuola?

 

Riteniamo che in questi quasi 10 anni di amministrazione Maggioni, Carugate abbia perso tutte le opportunità possibili per rinnovare i propri edifici scolastici. L’amministrazione Maggioni vince le elezioni nel 2016, quando era possibile ottenere i finanziamenti del Ministero dell’istruzione per costruire nuove scuole o ristrutturare profondamente le esistenti. Nulla è stato fatto. In seguito si è perso il treno del PNRR che permetteva interventi strutturali e la costruzione di asili nido, nulla è stato fatto. In questi 10 anni si è preferito fare piccoli interventi di manutenzione ordinaria (sistemazione di bagni, creazione di qualche aula laboratorio), ma le nostre scuole sono vecchie e servono interventi di riqualificazione radicale. In alcuni plessi le aule non vengono imbiancate da oltre un decennio, vi sono servizi igienici inagibili, mancano spazi per la ginnastica in una scuola elementare…

 

Per la casa invece?

 

Abbiamo già formulato una proposta per il nuovo PGT: il 50% delle abitazioni da costruirsi in aree dismesse deve essere in edilizia convenzionata, per agevolare l’acquisto delle abitazioni da parte di chi vuole costruire una famiglia.

Così pure l’amministrazione comunale potrebbe stipulare convenzioni con i costruttori, che si impegnano a cedere al Comune la proprietà di alcuni alloggi, in contropartita dei diversi oneri di costruzione  che dovrebbero versare nelle casse comunali. Da ultimo bisognerebbe valutare se per il Comune di Carugate, quale proprietario di circa 100 appartamenti, ha senso predisporre  bandi specifici per la vendita di parte di tali alloggi agli inquilini residenti da molti anni e in regola con i pagamenti, applicando prezzi calmierati e agevolazioni finanziarie, facendo ricorso a mutui convenzionati.

 

Che cosa pensate invece delle politiche giovanili?

 

Sulle politiche giovanili, dopo l’affossamento dell’esperienza CAG, stiamo registrando l’inconsistenza degli interventi previsti. Le risorse previste per il 2026 e il 2027 sono di 30.000 euro ad anno, contro i 60.000 ad anno precedenti. I ragazzi non hanno uno spazio fisso per ritrovarsi, la vecchia struttura CAG è chiusa da un anno. Eppure i soldi per i fuochi d’artificio e le festicciole di piazza si trovano sempre…

Siamo di fronte a un’amministrazione che cerca il consenso immediato, ma priva di lungimiranza. A farne le spese sono i più giovani e i più deboli.

 

Che dire della salute?

 

Sulle tematiche della salute: servizio di assistenza domiciliare (dalle iniezioni, al supporto di prossimità), servizi di prevenzione gratuita, siamo alle solite. Non c’è alcuna idea e le risorse stanno a zero. Si è riaperto il vecchio centro di prevenzione, ma è molto diverso da quanto si faceva anni fa, con i volontari del CIF.  Lo sbocco non può essere quello di favorire interventi di sanità privata.

 

E a proposito di prima infanzia?

 

Si è persa l’occasione del PNRR per intervenire sulla questione dell’asilo nido. Sono state sottovalutate le esigenze di tante famiglie e di tanti bambini. Eppure i numeri imporrebbero ben altre necessità. A fine 2024 abbiamo calcolato che a Carugate vi sono 334 bambini tra 0-3 anni, ma presso l’asilo nido comunale vi sono solo 40 posti, a cui si aggiungono i 29 delle scuole paritarie convenzionate. Non ci si può nascondere dicendo che non c’è richiesta… i genitori carugatesi di reddito medio sanno già di non trovare posto e cercano pertanto fuori città o ricorrono al privato. Noi crediamo invece che si debbano incrementare i posti disponibili nelle nostre strutture e incentivare servizi simili di cura e educazione. 


PD Carugate - Carugate Attiva